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Parlami di te. Informazioni chiave da trasmettere al medico durante una visita per una terapia personalizzata

Sta emergendo con sempre maggiore chiarezza l'importanza del “riferito del paziente”, una fonte preziosa di informazioni che può guidare scelte terapeutiche più efficaci e personalizzate per il paziente con emofilia. Cosa si intende per “riferito”? Ecco un elenco di domande a cui rispondere per aiutarti a comunicare al tuo medico il tuo punto di vista durante una visita.

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Personalizzazione della terapia

Siamo ormai abituati a personalizzare tantissimi aspetti della nostra vita: dalla temperatura di casa, alla frequenza delle notifiche del cellulare, agli ingredienti del piatto che a breve gusteremo. Perché sulla salute non abbiamo sempre lo stesso approccio? Ogni persona con emofilia ha una storia unica: c'è chi desidera la massima protezione per sentirsi sicuro, chi privilegia la libertà di movimento, chi cerca la soluzione più pratica da gestire nel quotidiano. Queste differenze non sono dettagli marginali, ma informazioni indispensabili per orientare le scelte terapeutiche.

Diventa quindi fondamentale che una persona con emofilia racconti al proprio medico il proprio punto di vista, i propri bisogni, priorità, timori, desideri e difficoltà. Questo racconto viene chiamato “riferito dal paziente”, ed è la chiave di un cambio di paradigma nella gestione dell’emofilia.

Il racconto di un paziente, le sue esigenze e aspettative non sono solo dettagli, ma elementi fondamentali che permettono al medico di prescrivere cure più adeguate e personalizzate. Quando una persona con emofilia comunica apertamente con il suo team medico e mantiene un rapporto costante con il suo Centro di riferimento, contribuisce attivamente al miglioramento della propria qualità di vita.

Perché è così importante il riferito del paziente?

Una significativa svolta nel trattamento dell’emofilia si è verificata proprio quando i medici hanno iniziato a considerare i parametri clinici e i risultati degli esami solo una parte della storia.

Se sei una persona con emofilia, quando descrivi al tuo medico come questa condizione influisce sulla tua giornata tipo, quando gli racconti delle opportunità a cui hai dovuto rinunciare o dei momenti in cui ti sei sentito limitato o vincolato dalla malattia, stai fornendo una mappa dettagliata della tua esperienza che nessun dato clinico può sostituire. Questa mappa diventa lo strumento principale per personalizzare la terapia: non più un trattamento standard uguale per tutti, ma una soluzione costruita attorno alla tua vita reale. 

Nel tuo percorso con l'emofilia, la personalizzazione terapeutica basata sul tuo racconto produce risultati concreti e misurabili. Quando la terapia si adatta ai tuoi ritmi, alle tue priorità e alle tue aspettative, l'aderenza al trattamento aumenta naturalmente. Non è più una questione di disciplina o di "dovere", ma di coerenza con la tua quotidianità. Questo si traduce in un migliore controllo della malattia e in una soddisfazione più profonda del percorso di cura.

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Come dare al medico un quadro completo?

La ricerca scientifica ha identificato quattro domini (ovvero aspetti) principali dell'esperienza del paziente con emofilia: sintomi fisici, funzionamento fisico, esperienza del trattamento e impatto sulla vita quotidiana. Perché il medico specialista possa adattare la terapia nel modo più efficace, deve ricevere informazioni su ognuno di questi aspetti, attraverso un dialogo aperto e dedicato. Durante la visita di controllo, puoi usare questi quattro domini come traccia per informare il medico di tutto ciò che può aiutarlo a creare un quadro completo.

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Il paradosso del riferito del paziente

Può ancora capitare che durante una visita medica non tutti questi domini vengano considerati rilevanti allo stesso modo. Tutti questi aspetti del tuo riferito, tuttavia, meritano la stessa considerazione clinica, perché insieme forniscono un quadro completo della tua esperienza con l'emofilia.

Gli episodi di sanguinamento sono sempre stati elementi centrali della valutazione di un paziente con emofilia. Ad eccezione delle emorragie più gravi (che richiedono intervento immediato), la maggior parte dei sanguinamenti viene valutata dal medico non attraverso esami diagnostici oggettivi, ma semplicemente attraverso il racconto del paziente durante la visita. È su questo che si verifica un paradosso: se il racconto degli episodi di sanguinamento viene considerato attendibile e clinicamente rilevante per prendere decisioni terapeutiche importanti, allora perché sottovalutare altri aspetti del riferito del paziente come le sensazioni soggettive su mobilità, dolore, livello di affaticamento, limitazioni quotidiane e benessere psicologico?

Seppur soggettivi, questi elementi che racconti al medico non sono meno importanti o attendibili della descrizione di un sanguinamento. Anzi, rappresentano indicatori preziosi del benessere complessivo e della qualità di vita.

Tre informazioni chiave da trattare col medico

  1. Qual è il tuo obiettivo. La ricerca ha dimostrato che quando un paziente può esprimere i propri obiettivi personali (come maggiore attività fisica, riduzione delle infusioni, o semplicemente una migliore qualità di vita familiare) e questi vengono considerati nel piano di trattamento, si ottiene una maggiore aderenza e soddisfazione del percorso di cura.
  2. Le tue aspettative in termini di qualità di vita. Cosa desideri poter fare, quali sono le tue priorità quotidiane, quali limitazioni vorresti superare? Solo così il medico potrà prescrivere una terapia che sia davvero pratica e facilmente "inseribile" nella tua quotidianità.
  3. Cosa vuol dire per te “praticità”. Un aspetto che non sempre viene approfondito, e per cui si tengono conto punti di vista diversi, è la praticità della terapia. La facilità di somministrazione, la frequenza delle dosi, la flessibilità di conservazione del farmaco e la compatibilità con i tuoi ritmi lavorativi e sociali sono elementi che influenzano profondamente la tua esperienza terapeutica e, di conseguenza, la tua aderenza al trattamento (costanza nella terapia). Una terapia che si integra bene nella tua routine quotidiana ha maggiori probabilità di essere seguita correttamente, garantendo così un alto tasso di aderenza e, di conseguenza, un aumento della qualità di vita. Tuttavia, ciò che risulta più semplice e pratico per una persona, può essere diverso per un’altra. Per questo è così importante che tu comunichi al tuo medico le tue esigenze pratiche: solo così potrà identificare la soluzione terapeutica più adatta al tuo stile di vita.
Perché la cura della salute dentale è così importante per le persone con emofilia

Due aspetti da non trascurare

  1. Il coinvolgimento della tua famiglia o dei tuoi caregiver. L'esperienza dell'emofilia non riguarda solo il paziente, ma coinvolge l'intera famiglia: il supporto dei caregiver è cruciale, specialmente durante le transizioni terapeutiche. La ricerca evidenzia come il coinvolgimento attivo del paziente e della famiglia sia cruciale durante momenti delicati come un cambio di trattamento, riducendo l'ansia e facilitando l'accettazione delle nuove terapie.
  2. L’importanza della visita periodica multidisciplinare. Uno degli aspetti più importanti, spesso trascurato, è la necessità di continuare a frequentare il proprio Centro di riferimento anche quando ci si sente bene. Con l'avvento di terapie sempre più efficaci, è naturale che tu possa sentirti meglio e avere meno sintomi, ma questo non significa che le visite periodiche diventino meno importanti. Il tuo Centro di riferimento non serve solo per gestire le emergenze, ma per monitorare l'evoluzione della tua condizione e adattare la terapia alle tue esigenze che cambiano nel tempo. È importante che qualsiasi cambiamento dello stato di salute venga riportato al tuo medico, anche quello che potrebbe sembrarti poco significativo. Questi dettagli possono essere preziosi per ottimizzare il tuo trattamento e prevenire eventuali complicazioni.
Bibliografia
  1. A Qualitative Study Exploring the Experiences and Perceptions of Patients with Hemophilia Regarding Their Health-Related Well-Being, in SalamancaLaura Ramos-Petersen, ,Juan Antonio Rodríguez-Sánchez, Jonathan Cortés-Martín, Andrés einoso-Cobo, Juan Carlos Sánchez-García Raquel Rodríguez-Blanque, 3,4 and Juan R. Coca Clin. Med. 2023, 12(16), 5417
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