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Sport ed emofilia: come trovare l’attività fisica adatta a te

Fare sport o, più in generale, del movimento fisico è importante per la salute e il benessere di mente e corpo. Questo vale anche per pazienti affetti da emofilia: come spieghiamo in questo articolo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha esteso le raccomandazioni relative allo svolgimento di attività fisica anche alle persone con patologie croniche, come, appunto, l’emofilia. Infatti, a prescindere dalla condizione di partenza, i benefici del praticare sport superano gli eventuali danni. 

Non bisogna per forza lanciarsi in attività fisiche sostenute o troppo complesse: è sufficiente adottare nella quotidianità pratiche salutari che contrastino la sedentarietà tipica del nostro tempo e aumentata dopo la pandemia. 

I benefici dell’attività fisica

Grazie alla profilassi con concentrati di fattori di coagulazione, si è ridotto il rischio di emorragie dovute a traumi, e si è reso l'esercizio accessibile alle persone con questa patologia; tuttavia, storicamente, la tendenza delle persone con emofilia è stata quella di evitare gli sport, perché consapevoli dei rischi di possibili impatti e ferite e, di conseguenza, spaventate dall’eventualità di sanguinamenti. Ad oggi, però, la comunità scientifica è concorde nell’affermare che la rinuncia non è la strada migliore, soprattutto per quanto riguarda l’età evolutiva, dunque l’infanzia e l’adolescenza. 

Infatti, come riportano anche le raccomandazioni della Federazione Mondiale dell'Emofilia (WFH), praticare sport - in sicurezza - significa migliorare la qualità della vita, elemento che è diventato sempre più centrale nel trattamento dell’emofilia. 

I benefici del movimento sono molteplici e di diversa natura: 

  • fisici: come il rafforzamento dei muscoli e il mantenimento della mobilità delle articolazioni e delle ossa, aspetti che contribuiscono alla riduzione degli episodi di sanguinamento e all’efficacia dei trattamenti; 
  • psicologici ed emotivi: inerenti alla sfera dell’autostima e della percezione di sé;
  • sociali: lo sport funge da forte aggregatore sociale, soprattutto nell’attuale contesto post-pandemico. 

In particolare, questi tre aspetti diventano cruciali in età adolescenziale, dove lo sport diventa sia un importante strumento di socializzazione e integrazione nel gruppo, sia un valido supporto alla terapia. 

Per queste ragioni, è fondamentale promuovere tra i pazienti con emofilia e i loro caregiver l’importanza di fare sport, e anche facilitare l’accesso alla certificazione di idoneità. 

Gli sport consigliati

L’Organizzazione Mondiale dell’Emofilia (WFH) consiglia di praticare sport senza contatto (come il nuoto o il golf) e di evitare, invece, sport ad alto rischio di contatto (ad esempio, il calcio o l’hockey). Inoltre, per aiutare nella valutazione dell’attività adatta alla propria condizione, la Fondazione nazionale per l’Emofilia ha suddiviso le attività fisiche in cinque categorie, che tengono in considerazione il rischio di sanguinamento, ma anche la tipologia di emorragia che potrebbe verificarsi: 

  • sicuro (es. sport acquatici, escursionismo)
  • sicuro-moderato (es. ciclismo, spinning) 
  • moderato (es.bowling, tennis) 
  • moderato-pericoloso (es.basket, calcio) 
  • pericoloso (es. boxe, rugby) 

Gli specialisti a cui rivolgersi

Esistono, dunque, molte opportunità per fare attività fisica in sicurezza, anche per coloro che convivono con questa patologia: non bisogna farsi fermare dalla paura, ma, al contempo, è necessario essere consapevoli e agire in modo responsabile per evitare rischi. Per prima cosa, è essenziale confrontarsi con gli specialisti giusti: dato che le condizioni ematologiche, fisiche e funzionali della persone con emofilia sono molto variabili, bisogna ricevere una consulenza personalizzata basata ad esempio su età, strategia terapeutica, e altre evidenze mediche. 

Oltre all’ematologo, potrebbe essere utile parlare con ortopedici, fisiatri o fisioterapisti e con specialisti in medicina dello sport. Sono proprio questi ultimi che ci aiuteranno a scegliere lo sport o l’attività che si adatta meglio a noi o a nostro figlio, tenendo sempre anche in considerazione desideri e aspettative. Infatti, non bisogna dimenticare che la personalizzazione e l’umanizzazione della cura sono degli elementi fondamentali del trattamento di questa condizione: come riporta la Carta dei Diritti della persona con Emofilia, ogni paziente ha il diritto a ricevere un supporto personalizzato, non solo sulla base della sua patologia, ma anche del suo stile di vita, delle sue aspirazioni e dei suoi bisogni psicologici e relazionali.

 

Per qualsiasi dubbio in merito alla tua condizione, contatta un medico specialista. Ricordati, inoltre, che è fondamentale aderire alla terapia prescritta e fare delle visite periodiche per verificare che tutto proceda al meglio. 

Bibliografia
  • Applying World Health Organization 2020 guidelines on physical activity and sedentary behavior to people with hemophilia, Hortensia De la Corte-Rodriguez, E Carlos, M Teresa Alvarez-Roman, Victor Jiménez-Yuste
  • Promoting Sports Practice in Persons with Hemophilia: Am Survey of Clinicians’ Perspective, Giuseppe Lassandro, Domenico Accettura and Paola Giordano,
  • Promoting physical activity in people with haemophilia: the MEMO (Movement for persons with haEMOphilia) expert consensus project, Chiara Biasoli, Erminia Baldacci, Antonio Coppola, Raimondo De Cristofaro, Matteo N.D. Di Minno, Giuseppe Lassandro, Silvia Linari, Maria E. Mancuso, Mariasanta Napolitano, Gianluigi Pasta, Angiola Rocino, on behalf of the MEMO Study Group (Appendix I)12driguez-Merchan, M Teresa Alvarez-Roman, Victor Jiménez-Yuste 4, 
  • Carta dei diritti della Persona con Emofilia
  • Physical activity in individuals with haemophilia and experience with recombinant factor VIII Fc fusion protein and recombinant factor IX Fc fusion protein for the treatment of active patients: a literature review and case reports Michael Wanga , Marı ́a Teresa A ́ lvarez-Roma ́nb , Pratima Chowdaryc , Doris V. Quond and Kim Schafere
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L’attività fisica è parte integrante di uno stile di vita sano, anche per chi soffre di emofilia: infatti, rendendo più forti muscoli e articolazioni, permette di avere un fisico più reattivo e resistente alle cadute e ai traumi in genere, riducendo il rischio di emorragie.

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